Certe volte il silenzio potrebbe risultare un arma molto efficace contro tutte le critiche, ma nella maggior parte dei casi il tacere potrebbe risultare un assenso condiscendente con il reato creato. In entrambe i casi, la parola imputata viene riportata ai posteri alla quale si palesa la figura del personaggio che l’ha pronunciata o, addirittura come in questo caso, scritta.

E’ il caso che ha colpito l’assessore allo sport nonché vicesindaco di Montecchio Maggiore, comune in provincia di Vicenza, Gianluca Peripoli il quale dopo la partita Verona-Inter, finita con la vittoria dell’Inter, essendone tifoso nerazzurro, ha postato sul suo profilo Facebook uno sfottò contro i veronesi apostrofandoli – “Veronesi bastardi e di merda” . Ovviamente potete immaginare come si sono potuti scatenare i media e i social. Così tanto eclatante che la notizia non ha perso tempo a coprire le pagine di tutti i giornali italiani.

E’ giusto pensare che chi copre cariche istituzionali dovrebbe mantenere un decoro eticomorale che non deve assolutamente ingaggiare un lessico volgare e, tantomeno, ledere la sensibilità altrui. Nulla di tutto questo potrebbe mai trovare giustificazione. Ma con tutta onestà bisognerebbe guardare, perlomeno, ricordare che molti dei colleghi del vicesindaco Peripoli, con incarichi assai più importanti, hanno fatto anche di peggio; e qui potremmo aprire una lista che parte dalla II Repubblica finire ai giorni nostri…

Stupisce, però, l’attenzione dell’opposizione di Montecchio Maggiore che avrebbe voluto un consiglio straordinario per chiedere le dimissioni del vicesindaco Peripoli, dimissioni che nel consiglio tenutosi in comune (ieri ndr) sono state respinte dalla maggioranza. Una maggioranza, quella della sindaca Cecchetto, che ancora una volta ha messo a nudo la mediocrità di esposizione tirando dei pipponi che, in certi passaggi, più che difendere il collega vicesindaco sembravano avvallare la tesi dell’opposizione. Di fronte non sono messi tanto meglio, anche perché da che pulpito si abbozzavano relazioni di razzismo comparandoli allo sfortunato sfottò del vicesindaco Peripoli. Incoerenze che si accavallano se si pensa al passato, tanto per citarne uno a caso, del consigliere Scalabrin…

Insomma una sorta di tragicomica che vede, ancora una volta, questa giunta fossilizzare la propria ignoranza nella demenza sportiva quando, in realtà, la bellissima cittadina castellana avrebbe bisogno di risposte molto più concrete, più vicine alle esigenze dei propri cittadini, alla cura del territorio che in questi ultimi anni la vedono violentata dagli scempi della Pedomontana e della TAV, miliardi spesi in opere di cui non sentiremo mai parlare. Per non dimenticare la gravità assoluta delle falde acquifere inquinate dalla Miteni spa, gravità che pesa anche sulla testa dei montecchiani ma che questa ‘giunta’, probabilmente, ritiene una gravità di second’ordine.

Allora, in conclusione, non dobbiamo sorprenderci se un vicesindaco di Montecchio Maggiore allo stadio indossa i panni di un semplice cittadino, dobbiamo sorprenderci di una giunta incapace di affrontare problematiche molto più serie di uno sfottò da stadio. Forse si avrebbe un eticamorale più uniforme e magari una mediocrità molto ridotta.

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Cittadino del Mondo, libero pensatore, viscerale realista e temerario scrittore. Precedentemente ha scritto articoli per testate giornalistiche nazionali e internazionali. Oggi fondatore e condirettore de ilformat.info