Fanno discutere le parole del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ai microfoni di Telelombardia ha spiegato di aver predisposto “una ricognizione sulla situazione rom in giro per l’Italia per vedere chi come e quanti”. Quindi ha annunciato: “Cerchiamo di capire come intervenire rifacendo quello che all’epoca fu chiamato censimento e ‘apriti cielo’; allora chiamiamola ‘anagrafe’ o ‘fotografia’ per capire di cosa stiamo parlando”.

Il titolare del Viminale ha spiegato che si sta facendo preparare dal ministero dell’Interno un dossier sulla situazione rom in Italia perché, “dopo l’intervento di Maroni che però risale ormai a 5,6,7 anni fa, nessuno ha fatto più nulla e quindi siamo tornati, temo, al caos”. “Stiamo lavorando anche sull’espulsione dei detenuti stranieri che sono in Italia, ma serve l’accordo con il paese che se li deve riprendere. Quindi bisogna lavorare con Romania, Albania e Tunisia, che sono ahimè tra i principali paesi per presenze in galera” ha concluso Salvini, evidenziando che “purtroppo i rom italiani te li devi tenere in Italia”.

Parole che sono bastate a sollevare un polverone di polemiche, tanto che lo stesso ministro ha poi dovuto precisare: “Non è nostra intenzione schedare o prendere le impronte digitali a nessuno, il nostro obiettivo è una ricognizione della situazione dei campi rom. Intendiamo tutelare prima di tutto migliaia di bambini ai quali non è permesso frequentare la scuola regolarmente perché si preferisce introdurli alla delinquenza. Vogliamo anche controllare come vengono spesi i milioni di euro che arrivano dai fondi europei”.

La retromarcia di Salvini ha avuto l’approvazione del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio: “Mi fa piacere che Salvini abbia smentito qualsiasi ipotesi di censimento registrazione o schedatura degli immigrati perché se una cosa non è costituzionale non si può fare’ – ha commentato il leader pentastellato -. Dopo di che gli italiani sono la nostra priorità. Va bene occuparsi di tutti i problemi dell’immigrazione ma occupiamoci anche di tanti italiani che non hanno da mangiare”.

Di fronte alle dichiarazioni di Salvini, l’opposizione non è rimasta alla finestra. Per il Pd, “le parole sono pietre e il ‘dossier Rom’ di Salvini è agghiacciante, ricorda politiche di stampo nazista” ha sottolineato il senatore dem Edoardo Patriarca. Sulla stessa lunghezza d’onda Teresa Bellonova: “Vi rendete conto? – ha commentato -. Tra un po’ arriveremo alla difesa della razza italiana. Lui è quello che difendeva la Costituzione”. Ettore Rosato, invece, ha definito il censimento annunciato da Salvini “volgare e demagogico”.

“L’importante è fomentare odio e creare il nemico – gli ha fatto eco il capogruppo di Liberi e uguali a Montecitorio, Federico Fornaro – Invece di fare il ministro dell’Interni Salvini rispolvera la vecchia e cara propaganda anti rom facendo di tutta un’erba un fascio”. “Ieri i rifugiati, oggi i rom, domani le pistole per tutti – ha twittato invece l’ex premier Paolo Gentiloni -. Quanto è faticoso essere cattivo”. Laura Boldrini di Leu, ha parlato invece di “bestialità quotidiana”. Salvini sta trasformando i telegiornali in film horror – ha detto l’ex presidente della Camera -. Ogni giorno parole grosse e bestialità contro i più deboli. Poi ci lamentiamo del bullismo: ma cosa insegna Salvini ai nostri figli e alle nostre figlie? Lui è un bulloistituzionale”.

Per l’attivista di origine serba Dijana Pavlovic, portavoce dell’Alleanza Romanì, la proposta di Salvini è invece “illegittima”. “La gente pensa che siamo un milione, in realtà le stime parlano di 130.000 rom e sinti che vivono in Italia. Più della metà, circa 80.000, sono cittadini italiani. E comunque se Salvini e il suo governo ci vogliono riconoscere come minoranza storico-linguistica, visto che siamo l’unica minoranza non riconosciuta in Italia, allora d’accordo: al momento del censimento della popolazione, possiamo autodichiararci rom e sinti e lui potrebbe sapere quanti siamo e dove viviamo. Ma che ci sia la Polizia che vada in giro a fare un censimento su base etnica, è illegittimo”. “I cittadini italiani sono italiani, a meno che non ci fa un esame del sangue – ha aggiunto Pavlovic, sorridendo -, quindi di che censimento stiamo parlando? Il resto dei rom e sinti presenti in Italia sono cittadini europei, romeni soprattutto”.

Dello stesso tenore le parole dell’Ucei, la Giunta dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, per la quale “l’annuncio di Salvini preoccupa e risveglia ricordi di leggi e misure razziste di appena 80 anni fa e tristemente sempre più dimenticati”. “Non c’è ricerca del consenso, non c’è ansia di ordine pubblico che giustifichi la proposta inquietante di enucleare specifiche categorie sociali di cittadini, di censirli e di sottoporli a speciali politiche di sicurezza solo a loro riservate”.