Un disastro epocale. Sembrava che la nazionale calcistica italiana avesse toccato il fondo dopo le eliminazioni nella fase ai gironi ai Mondiali 2010 e 2014. Ma c’è chi ha scelto di fare le cose in grande, di entrare nella leggenda, di diventare indimenticabile.

Partiamo da un presupposto: il fallimento parte da molto lontano. Da una mancata programmazione che va avanti da anni ed anni, dal massiccio arrivo di calciatori stranieri, da un campionato italiano sempre meno competitivo, dalla troppa riconoscenza nei confronti di giocatori che hanno già dato tutto, da uno scarso investimento nei settori giovanili, eccetera eccetera. Tutto vero, tutto chiaro. Ma in questo caso sono due gli uomini simbolo di una grande impresa, capace di rendere questa Italia memorabile.

La storia parte il 7 giugno 2016, prima dell’inizio degli Europei francesi. Il commissario tecnico Antonio Conte ha già deciso di lasciare la Nazionale dopo la competizione continentale, accasandosi al Chelsea. Al suo posto, il presidente della FIGC Carlo Tavecchio sceglie Giampiero Ventura, uomo di grande esperienza, considerato come uno dei “santoni” del calcio italiano. Contratto di circa 2 milioni di euro all’anno. La scelta fa storcere il naso fin da subito per la scarsa (per non dire nulla) abitudine dell’allenatore ad operare in determinati contesti e a certi livelli. Nonostante ciò, la straordinaria coppia va avanti per la sua strada.

A dire la verità, i risultati iniziali non sono neanche così disastrosi. Vittoria contro Israele, pari casalingo contro la Spagna, successi anche su MacedoniaLiechtensteinAlbania. L’Italia sembra pronta ad ingaggiare un duello (quasi) alla pari con le Furie Rosse per la qualificazione diretta al Mondiale in Russia. Tutto cambia in quel maledetto 2 settembreVentura sceglie di presentarsi alla decisiva sfida contro la Spagna con un improponibile 4-2-4, schierando tra gli altri uno Spinazzola che con il suo club, l’Atalanta, non ha totalizzato neanche un minuto in campo negli ultimi mesi. Il risultato finale è imbarazzante, con la doppietta di Isco e la rete di Morata che complicano la corsa degli Azzurri. Il resto è solo pura disperazione sportivaImmobile scaccia i fantasmi contro Israele, mentre gli spareggi vengono conquistati con un mediocre pari a domicilio contro i macedoni.

E siamo arrivati alla doppia sfida delle meraviglie, quella contro la SveziaVentura torna al suo obsoleto 3-5-2, schierando giocatori su giocatori fuori ruolo e affidandosi ad ogni costo all’ex difesa juventina, con gli esperti BuffonBarzagliBonucciChiellini. La Svezia appare come un avversario abbordabile, ma gli Azzurri steccano in maniera fragorosa la trasferta in terra scandinava. Atteggiamento ridicolo, mirato a mantenere lo 0-0. E Johansson, complice una sfortunata deviazione, getta un paese nel dramma calcistico. Inutili gli sterili assalti del secondo tempo. Se ne riparla nella gara di ritorno, allo Stadio San Siro di Milano.

Il resto è roba di ieri sera, che ormai tutta l’Italia pallonara conosce. Giampiero Ventura fa incredibilmente esordire Jorginho (tra i meno peggiori) e punta sulla sorpresa Gabbiadini. Tanto cuore da parte dei giocatori, ma organizzazione zero. Il tecnico schiera ancora una volta i suoi uomini senza uno straccio di filo logico e dimostra di aver perso il controllo della situazione. Basti pensare ad uno dei senatori, De Rossi, che alla richiesta di ingresso in campo risponde a Ventura con un inequivocabile “Ma che c… entro a fare? Dobbiamo vincere, non pareggiare!” e indica El Shaarawy ed Insigne. Due dei calciatori offensivi più in forma del momento, che il CT ha schierato poco più di un quarto d’ora ciascuno tra l’andata e il ritorno. Entrambi fuori ruolo, ovviamente. Con queste prerogative, il risultato finale non può che essere disastroso.

Già con questa non-qualificazione ai MondialiTavecchioVentura sarebbero nella storia, protagonisti di quella che può essere definita come una grande impresa. Ma i due decidono di non fermarsi e perdono anche la faccia. L’ex allenatore del Torino si presenta in conferenza stampa dopo la mezzanotte, dichiarando di non dimettersi e proferendo una lunga serie di frasi fatte e di concetti senza alcun senso logico. Discorso analogo per il suo compagno di merende alla guida della FIGC, che ha scelto di prendersi “48 ore di riflessione”. Riflessione su cosa? Su quanto sia incompetente? Su quanto abbia contribuito a distruggere il calcio italiano? Bah.

La realtà è che l’Italia mancherà ai Mondiali per la prima volta dal lontano 1958, unica occasione in cui era stata eliminata prima di iniziare. La notizia è che finora si sono “dimessi” soltanto BuffonBarzagliDe Rossi e forse Chiellini. I grandi vecchi del calcio italiano hanno mostrato un barlume di dignità e hanno scelto di farsi da parte, come era già nell’aria da diverso tempo. Discorso diverso per Tavecchio e Ventura, i piccoli vecchi del calcio italiano, che hanno paura di ammettere il loro fallimento. Che sono lì, ancorati alle loro poltrone, in un’abitudine che si manifesta in tutti gli aspetti politico/sociali del nostro paese. Con l’obiettivo, magari, di non qualificarsi neanche agli Europei 2020. Giusto per fare in modo che i loro nomi entrino nella Hall of Fame della cocciutaggine e dell’incapacità manifesta.