Per qualcuno sarà un caso per altri, invece, è una consuetudine poco chiara che vive all’interno degli uffici istituzionali dove il sistema, la consuetudine, regna sotto gli occhi di tutti e nel silenzio generale. Se poi si parla delle istituzioni come: il Parlamento, il Senato oppure, come in questo caso, delle Regioni, si rischia di imbattersi in quelle situazioni che all’apparenza possono sembrare trasparenti ma che nascondono delle realtà davvero imbarazzanti.

Allora ti lasci trasportare dalle curiosità, specialmente quando quelle curiosità tra un’inchiesta e l’altra si trasformano nel più atroce dei sospetti. Già, quei sospetti che hai sempre coltivato per anni ma che non hai mai avuto il coraggio di far domande per non soccombere nella forza di un sistema politico omertoso, uno status politico che per decenni si è trasformata nella piaga più dilagante persino per la politica stessa. (Chiamatelo pure clientelismo). Ma per fortuna i tempi cambiano, persino il sistema di fare giornalismo è cambiato, o meglio sta cambiando, è questo enorme desiderio di cambiare le pessime abitudine accresce sempre più nella dignità degli uomini liberi che hanno il coraggio di dire e scrivere davvero come stanno le cose.

In regime a tutti questi sani principi, le domande sono state girate al vicepresidente del Consiglio Regionale del Lazio Francesco Storace, al quale va dato il merito per le pronte risposte via twitter. Le domande si riferivano a due “pseudo dipendenti regionali”, in carico nell’ufficio del vicepresidente Storace, occupando, appunto, gli uffici del Consiglio Regionale del Lazio senza aver nessun titolo e tanto meno senza nessun incarico riconosciuto dalla stessa amministrazione. Stiamo parlando di Antonio Mazzella e Roberto Bonasorte di cui, non solo non compaiono nelle liste di amministrazione trasparente, non c’è neanche nessuna traccia negli elenchi dei collaboratori incarica.

Si vocifera che la curiosità appartenga alle donne, in questo caso prevale più l’imbarazzo che la curiosità, specialmente quando il vicepresidente Storace cinguetta che – “Mazzella è il mio segretario con tanto di contratto…”; – un contratto a quanto pare formulato tra le parti, di forma privata, che però non costituisce l’approvvigionamento dei locali istituzionali e tanto meno di indirizzi mail giuridici. Un contratto di lavoro privato, qualora ci sia a questo punto, che non dovrebbe coesistere con le istituzioni quando, tra l’altro, quest’ultimi non ne sono al corrente. Per Bonasorte la questione è legata alla nota posta dal vicepresidente Storace sul suo profilo istituzionale che, nonostante lo identifichi come “capo segreteria”, non è dato sapere con quale forma contrattuale lavorativa viene retribuito.

Alla richiesta di ricevere i contratti di lavoro dei “collaboratori”, Storace ha esordito – “…io non ho l’obbligo di rendere pubblici i contratti dei dipendenti…” – continua Storace – “Chiunque lavora per la regione ha una mail, non sono io il tuo interlocutore per le fandonie che vi raccontano.” Noi abbiamo voluto essere trasparenti con i lettori e con chi, forse, non ha l’idea di cosa realmente succede nelle pubbliche amministrazioni. Le stesse che dovrebbero rendersi umili attraverso le proprie cariche istituzionali, espletare ogni sorta di perplessità nei confronti dei cittadini che pagano le tasse.

L’abbiamo fatto attraverso semplici cinguettii rendendo il rapporto di dialogo tra cittadini e istituzioni libero e semplificato, nella forma più moderna e famigliare, ma che evidentemente, ancora oggi, vede le parti molto distanti. Al vicepresidente Storace vogliamo ricordare che tutti coloro che ricoprono impieghi istituzionali devono essere pubblici, tra l’altro lo sottolinea pure lo statuto della Regione Lazio di cui è vicepresidente del consiglio regionale… Ma nonostante tutto, non abbiamo capito come retribuisce i suoi “collaboratori”, visto che nelle liste del personale non risultano. Questo non è un processo, egregio Storace, ma la mancanza di rispetto e l’arroganza del potere di cui vi siete appropriati mostra il suo vero volto, tant’è che la moralità e l’etica politica, ancora una volta, è andata a farsi fottere.

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Cittadino del Mondo, libero pensatore, viscerale realista e temerario scrittore. Precedentemente ha scritto articoli per testate giornalistiche nazionali e internazionali. Oggi fondatore e condirettore de ilformat.info