Ho scritto tempo fa che il PD non aveva le caratteristiche dello strumento idoneo alla realizzazione del progetto riformista di Renzi, per il drammatico livello delle divisioni interne, per l’eccessiva eterogeneità delle sue componenti e la loro attitudine ad aggrovigliarsi in dispute incomprensibili anche agli osservatori più attenti. Adesso mi tocca leggere sul quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi che Renzi ha cambiato il partito e così il PD è diventato proprietà privata dell’ex premier.

Sorrido pensando da quale pulpito provenga questa predica, in considerazione del fatto che da un quarto di secolo il grande imprenditore proprietario del Giornale è padrone assoluto di un’importante formazione politica e, per perpetuare il suo dominio, non ha avuto bisogno di celebrare congressi, di confrontarsi con opinioni diverse dalla sua, di gareggiare con alcuno.

In tempi più recenti, sono emersi, alla guida di altri partiti e movimenti, personaggi come Grillo, Salvini e Meloni, tutti protagonisti di perentorie scalate alla leadership, che hanno creato il vuoto intorno a loro e si sono liberati, con metodi spicci, di ogni possibile avversario interno, ma ogni attenzione è riservata da analisti e commentatori alla storia di Renzi, che viene narrata come emblematico esempio di attentato alla democrazia.

In realtà la mutazione del PD, che si è disfatto dei suoi ceppi ideologici, avviandosi a rappresentare le istanze di un progressismo liberale, viene vissuta con fastidio dal vecchio apparato postcomunista e con malcelata ansia da settori moderati che sulla rendita di posizione dell’anticomunismo hanno basato le loro fortune dal dopoguerra ad oggi.
In ragione di ciò il partito di Renzi, quello che, dopo tante tribolazioni referendarie e manovre di accerchiamento, sta venendo fuori dalla lotteria delle candidature, rischia di diventare, al di là delle dimensioni del consenso elettorale, uno strumento finalmente idoneo ad iniziare quella traversata del deserto di cui il Paese ha bisogno.
Col vecchio PD era impossibile raggiungere anche una piccola oasi.