A pochi giorni dalla morte del patriarca Totò Riina, torna a far parlare di sé Salvuccio Riina, secondogenito del boss e di Ninetta Bagarella. Salvo si trova in soggiorno obbligato in Veneto, prorogato di un anno poiché viene giudicato socialmente pericoloso. Ha ottenuto il permesso di recarsi a Corleone per la tumulazione della salma del padre ed, una volta tornato in Veneto, ecco la novità.

Riina jr ha l’obbligo di non frequentare delinquenti e di non uscire nelle ore serali, invece faceva tutt’altro rispetto alla sua sbandierata attività di scrittore e di uomo di buona volontà dedito al volontariato. Tentare di mantenere un basso profilo proprio in questo periodo di transizione all’interno di cosa nostra, sarebbe stata una cosa opportuna, invece no.

La sua vita al soggiorno obbligato era abbastanza movimentata. Infatti frequentava un pusher dal quale si riforniva costantemente. Sono state registrate 279 telefonate tra Riina jr e il pusher il quale ha ammesso di essere il suo fornitore. Ma non basta: organizzava festini a base di droga, spesso nella propria abitazione oppure altrove uscendo tranquillamente la sera, quando non avrebbe potuto.

A seguito di accertamenti da parte delle Forze dell’ordine, la DIA di Venezia sta valutando l’opportunità di revocare l’obbligo di dimora e trasferirlo in una casa di lavoro in regime di arresto. Certo che il padre non gli ha insegnato nulla! Non ha trasmesso la sua furbizia criminale al suo figliolo. Farsi beccare con le mani nel sacco, oppure pensava di godere di una sorta di impunità e gli fosse concesso tutto?

Certo che come erede del capo dei capi, è caduto in rovina. Costretto ad acquistare la droga e non a gestire il traffico di stupefacenti come faceva il padre. L’abilità criminale, forse, non è il suo forte ma resta pur sempre un Riina da tenere d’occhio, mai abbassare la guardia, magari, come si dice in siciliano, fa il babbo (lo scemo in siciliano) per non pagare dazio.