Non c’è nulla da fare, dei Napolitano’s non ci libereremo mai. Se Giorgio Napolitano, il vero Presidente della Repubblica, dietro le quinte muove le fila della politica italiana, il suo secondogenito Giulio è l’asso piglia-tutto di ciò che ruota intorno alla politica. Classe 1969 Giulio Napolitano è docente di diritto amministrativo all’Università Roma Tre. La sua carriera universitaria è stata molto repentina, all’ombra di Sabino Cassese, caro amico di papà Giorgio e dello zio Guido Fabiani che per 15 anni è stato rettore dell’Università Roma Tre, (poi dimessosi nel 2013 per ricoprire l’incarico di Assessore alle attività produttive della Regione Lazio).

Proprio per la meritocrazia tutta italiana, stranamente nella stessa università insegna Scienze Biologiche Anna Fabiani, figlia dell’ex rettore, mentre il marito Alberto Tenderini si occupa delle attività sportive dell’ateneo. Tutto in famiglia quindi, tutto nelle mani della famiglia Napolitano. Ma non finisce qui: il rampollo Giulio ottiene anche l’incarico dal Coni di riformare il diritto sportivo. Il principe ereditario si muove bene tra i salotti della buona borghesia romana sin da ragazzo, un po’ spinto dal padre, un po’ per il nome che porta…tutti lo cercano. All’età di 34 anni riceve l’incarico di consulente legale da 15mila euro dalla giunta capitolina di Veltroni.

Incarichi di prestigio come consulente, Federcalcio, Presidenza del Consiglio, Fondazioni private o pseudo tali come VEDRÒ di Letta jr e Ariel di Amato e Bassanini. Grazie ai suoi numerosi meriti (forse realmente tutti suoi), partecipa alla stesura del decreto sull’Authority che faceva capo, comunque, al padre Giorgio. L’ultima parola era sempre la sua. Riceve anche l’incarico dalla Agcom per presiedere l’organismo di vigilanza sull’accesso alla rete Telecom. L’onnipresenza e lo strapotere dei Napolitano’s nel mondo politico e nella pubblica amministrazione in generale, si manifesta quando nel 2007 Roberto Tomei, poi dirigente ISTAT, partecipò ad un concorso per professore associato in Molise. Allo stesso concorso prese parte Napolitano jr., Tomei si rivolse al TAR ritenendo che la commissione esaminatrice avesse sopravvalutato i titoli di Giulio Napolitano. Il Consiglio di Stato, al termine dell’iter giudiziario, diede ragione a Tomei che dovette comunque piegarsi di fronte alla potenza della famiglia Napolitano. Pare proprio che difficilmente ci libereremo dei Napolitano’s. Giulio è il principe ereditario di Re Giorgio.