Sono bastate poco meno di ventiquattro ore di trattative per raggiungere un primo, fondamentale abbozzo per un accordo. L’intesa di base c’è: il nuovo governo tedesco sarà ancora una volta sostenuto dalla Grosse Koalition composta dal partito di Merkel (Cdu), i conservatori bavaresi di Seehofer (Csu) e i socialdemocratici di Schulz (Spd). Questo è il dato importante. Dopo tre mesi e mezzo di insolito stallo politico, la Germania ha finalmente trovato la maggioranza per formare un governo stabile.

L’annuncio del raggiungimento dell’accordo è stato dato attraverso una conferenza stampa dai leader e dai capigruppo dei tre partiti. Schulz ha esultato parlando di “risultato sensazionale” anche se ha ammesso che durante i colloqui ci sono state delle “turbolenze”. “Credo che riusciremo a formare un governo entro Pasqua a condizione che il congresso Spd dia il suo consenso e che sia mantenuta la velocità che abbiamo raggiunto durante questi colloqui esplorativi” ha commentato Horst Seehofer, leader della Csu. Il congresso Spd, che dovrà ratificare la prima bozza dell’accordo (trenta pagine circa), è stato convocato per il 21 gennaio. Nelle successive settimane poi, i delegati dei tre partiti dovranno negoziare nel dettaglio e approfondire le clausole dell’accordo.”Un nuovo inizio per l’Europa è anche un nuovo inizio per la Germania”, ha dichiarato Merkel. “Durante i negoziati abbiamo visto che il mondo non sta aspettando noi”, perciò “abbiamo bisogno di essere più rapidi nel prendere decisioni politiche”. La cancelliera rivendica l’importante risultato di questi brevi ma fondamentali colloqui. “Il documento che abbiamo concordato non è un foglio superficiale ma la prova che abbiamo lavorato duro”. E intanto arrivano le felicitazioni dall’Italia: “l’intesa tra Merkel e Schulz getta le basi per un governo di coalizione in Germania. Una buona notizia per l’Europa” ha commentato il presidente del consiglio Paolo Gentiloni con un tweet. “Sono soddisfatto di ciò che Cdu, Csu e Spd hanno deciso per il futuro. È estremamente positivo, è estremamente costruttivo, è un’attitudine propizia per il futuro” ha detto il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker.

Europa, tasse, migranti. Questi sono i punti fondamentali dell’accordo per la Grosse Koalition 3.0. Il nuovo governo tedesco si impegnerà per un rinnovamento dell’Unione Europea e delle sue istituzioni, in stretta collaborazione, ovviamente, con la Francia. Nello specifico l’accordo di governo intende “rafforzare e riformare in maniera sostenibile la zona euro affinché la moneta possa resistere meglio alle crisi globali”. I partiti vogliono anche aumentare il contributo tedesco al bilancio europeo.  Per quanto riguarda le tasse c’è l’intesa sul cosiddetto Soli, cioè il contributo di solidarietà per la riunificazione della Germania, sulle pensioni, che non verranno toccate fino al 2025, mentre saranno aumentati i contributi per la crescita dei figli (Kindergeld), riporta corriere.it. Il tema migranti è stato uno dei grattacapi maggiori per il raggiungimento dell’accordo. Merkel, Schulz e Seehofer hanno deciso di porre un tetto ai ricongiungimenti dei familiari dei migranti residenti in Germania. Il tetto è stato fissato a 1 000 ricongiungimenti mensili. Stessa cosa per l’accoglienza di nuovi richiedenti asilo per cui si è deciso di non andare oltre i 200 mila ingressi. Le generose politiche migratorie di Merkel, che nel 2015 acconsentì all’accoglimento di 1 milione di rifugiati, hanno attirato sulla cancelliera numerose critiche e hanno favorito l’ascesa del partito populista Alternative für Deutschland. Tali politiche hanno anche creato frizioni all’interno della storica unione tra Cdu e Csu. In vista delle elezioni regionali in Baviera che si terranno in autunno, il partito di Seehofer ha chiesto un restringimento delle politiche di accoglienza per evitare un ulteriore dispersione di voti.

E così, dopo uno stallo durato tre mesi e mezzo, i maggiori partiti tedeschi hanno finalmente trovato un accordo per dare al paese un governo stabile. La Grosse Koalition ormai è diventato il marchio di fabbrica dei governi di Angela Merkel. Tutti i suoi governi, eccetto il secondo, sono stati sostenuti da una maggioranza Cdu-Csu-Spd. Una terza grande coalizione fu inizialmente scongiurata dalla decisione della Spd di andare all’opposizione, ma il fallimento dei colloqui per la coalizione Giamaica hanno lasciato Schulz, e anche Merkel, senza scelta. L’alternativa era tornare a votare e ciò avrebbe avvantaggiato unicamente i populisti dell’AfD.