È la solita storia all’italiana che si ripete tutte le volte quando le istituzioni battono cassa, specialmente quando la cassa è sempre quella dei soliti noti: i contribuenti, in questo caso quella dei commercianti che per non sopperire alle sanzioni previste, sono costretti a pagare assurde leggi che dovrebbero essere premiate con l’Oscar del Ridicolo. Sarebbe il minimo… Infatti la Regione Puglia è designata all’ambito premio per aver messo in “scena” la più ridicola delle leggi regionali in vigore: la L.R. Puglia n.30/2016. Una normativa in materia di riduzione delle esposizioni alla radioattività naturale del gas “RADON” in ambiente confinato.

Sono quelle notizie che passano in sordina dove i media determinano notizie poco rilevanti. Il più delle volte sono notizie che non trovano l’interesse del lettore, ma questa merita un editoriale per evidenziare, ancora una volta, l’incapacità di alleggerire lo status commerciale pugliese addossandogli una psyco legge che deve essere perentoriamente retribuita. Il metodo più efficace per far pagare una tassa, – perché sostanzialmente è di questo che si tratta – con la complicità del CNA Imprese che, non sapendo come giustificare ai propri associati il ridicolo pagamento del tributo, si è inventata “la trasformazione di un obbligo di legge in opportunità”. Un’opportunità che obbliga tutti gli esercenti pugliesi ad acquistare, alla modica cifra di € 250,00, uno strumento che misuri l’eventuale esposizione alle radiazioni da gas Radon in tutti i locali dell’immobile situati al piano interrato, seminterrato e terra.

Per carità la sicurezza non è mai troppa, ma qui siamo davvero nel pieno della demagogia fantascientifica che mostra, ancora una volta, le profonde lacune della piattaforma amministrativa e ambientale della Regione Puglia. Siamo difronte all’ennesima contraddizione, che questa imponente istituzione regionale, propone con irriverenza non tenendo conto delle problematiche assai più serie in riferimento all’ambiente e alla salute dei cittadini su un territorio che tutto il mondo ci invidia. Predominanti arrivano le immagini dello scempio compiuto dalla Xylella Fastidiosa, in provincia di Lecce, alla quale ad oggi non si conoscono le reali cause della sua esistenza e che ha fatto abbattere centinaia di alberi d’ulivo distruggendo secoli di storia e cultura ambientale; come, inevitabilmente, si potrebbe  dimenticare anche la questione Ilva che, nonostante il governatore Emiliano avesse presentato ricorso al Tar poi ritirato sostenendo Confindustria e sindacati, ancora oggi continua ad avvelenare con le polveri arancioni la bellissima Taranto collocando la Capitale della Magna Grecia ai primi posti nella classifica dei malati con patologie cancerogene e tumorali. – quartiere Tamburi docet

Partiamo dal principale dei presupposti: tutti hanno il diritto di essere tutelati specialmente quando la tutela ha come denominatore primario la salute. Lodevole l’iniziativa del CNA Imprese che trasforma una legge in una opportunità, imposta tra l’altro in merito alla direttiva europea, facendo acquistare uno strumento che abbia la facoltà di monitorare le radiazioni di gas Radon qualora fossero presenti. Ma lascia perplessi i mal pensanti che dietro questa legge ci sia l’ennesima manovra per “accontentare” qualche amico in possesso della licenza sulla vendita dei strumenti di rivelazione gas. No, non è il solito processo alle allusione che potrebbero trovare anche una valenza logica visto che stiamo parlando di eventuali radiazioni da gas… Ma viene difficile comprendere come queste istituzioni o enti, cosi attente alla salvaguardia dei loro contribuenti o associati, non si assumono il carico delle spese che, come in questo caso, incidono sulla precaria economia dei commercianti? Però la legge parla chiaro: sono sempre i soliti noti che devono pagare…