Avrebbe voluto optare per l’arsenico, ma era troppo complicato procurarselo, perciò ha optato per il tallio per uccidere i suoi stessi parenti che considerava “impuri “. Lo versava nella tisana e negli altri alimenti che la madre, ignara di tutto, portava ai nonni e agli altri parenti. E così Mattia del Zotto, responsabile della morte dei nonni paterni e di una zia è stato arrestato, mettendo in questo modo la parola fine ad un incubo che da settembre scorso aleggiava in Brianza.

Il giovane 27enne è stato incastrato da una mail in bozze lasciata nel suo computer e dalla geolocalizzazione del suo cellulare mentre si recava a Padova, in un’azienda per procurarsi il tallio.

Di lui, i carabinieri che hanno effettuato l’arresto, ne hanno sottolineato la lucida spregiudicata premeditazione. “L’ho fatto per punire i soggetti impuri” ha dichiarato il ragazzo ai carabinieri, sguardo freddo e nessuna emozione nel pronunciare quelle parole. “Non intendo collaborare con la vostra istituzione o con altre di questo Stato. Non desidero avvalermi nemmeno di un avvocato”.

Ma chi è Mattia Del Zotto. “Un ragazzo solitario, appassionato di informatica” per i vicini che lo conoscevano. “Problematico” secondo i familiari. Questi ultimi ne hanno parlato agli inquirenti, ma solo dopo gli ultimi casi di avvelenamento. “Un giovane introverso” lo definisce la procuratrice di Monza Luisa Zanetti: viveva isolato da ben due anni, trascorreva la giornata davanti al computer. Nessun rapporto affettivo con i parenti per sua stessa ammissione.

Afferma il padre Domenico Del Zotto: “Avevamo notato da tempo che nostro figlio manifestava dei comportamenti molto strani, ma avevamo deciso di non portarlo da uno psicologo, perché mio figlio non è caratterialmente propenso ad avere rapporti con altre persone”. Queste invece le parole della madre: “Mio figlio affermava di non volere essere più cattolico e stava inseguendo una nuova religione, a mio avviso una specie di setta”. Infatti il ragazzo aveva aderito ad un nuovo gruppo religioso chiamato “Concilio Vaticano secondo”. Da anni Mattia non metteva piede in chiesa e non si è presentato neppure ai funerali dei nonni uccisi per mano sua con il tallio che aveva mischiato nel loro cibo.

Da circa un anno seguiva un nuovo stile di vita: in camera sua non voleva il termosifone acceso perché affermava che si può vivere anche con poco. Era diventato anche maniacale: mangiava pochissimo, eliminando completamente dolci e alcool. Era contro l’uso del telecomando e si alzava in continuazione per cambiare canale. Staccava le prese di ogni oggetto elettronico di cui faceva uso. Non guidava più la macchina perché non sopportava di avere qualcuno dietro che potesse suonargli il clacson o alzare gli abbaglianti. non usava più neppure i mezzi pubblici “perché” affermava “ci sono persone troppo arroganti, maleducate e che bestemmiano”.

E’ stato incastrato perché aveva raccontato in famiglia di recarsi ad un colloquio di lavoro a Padova mentre in realtà, il 15 settembre, a Padova era andato a ritirare il veleno che aveva acquistato in un’azienda. Due giorni prima, dal suo computer era partita l’ennesima e-mail al fornitore per sollecitare la consegna di tallio, richiesta già a giugno, che non arrivava. Da prima dell’estate infatti, Mattia aveva cominciato a documentarsi per procurarsi il tallio.

Per chi ha sgominato questo diabolico piano, il ragazzo era intenzionato ad uccidere l’intera famiglia. Oltre alla zia e ai nonni deceduti, deve rispondere di tentato omicidio di altre cinque persone. Infatti, in questi mesi stati ricoverati all’ospedale un’altra zia, figlia della coppia deceduta e sorella dell’altra, il marito della zia uccisa, la badante di famiglia e, infine i nonni materni. E’ stato il ragazzo stesso a portare i carabinieri nella cantina della propria casa di Nova Milanese dove sono state rinvenute 5 confezioni di tallio e le ricevute del relativo acquisto.

“Abbiamo proceduto all’arresto per scongiurare  altre potenziali vittime” hanno dichiaro ii carabinieri. Mattia Del Zotto aveva comperato il micidiale veleno usando un account falso, Davide Galimberti. In una mail rimasta in bozze Mattia chiedeva informazioni sul costo, l’ arrivo della merce e il   costo dell’iva che non voleva pagare due volte.