Erano diversi anni che non si vedeva una commedia del genere, genuina con accenni di moderno ma sempre gelosamente personalizzata da quelle “trovate comiche e sceniche” che solo un grande come Carlo Verdone può fare. Commedia divertentissima sotto tanti aspetti, l’unico momento non proprio “compreso” sono 10 minuti “persi” in un improbabile ballo e una coreografia anni ’70 in un preciso minutaggio del film, ma per il resto è già senz’altro il film comico dell’anno.

Ancora un’ottima prova dell’attrice campana Maria Pia Calzone nei panni di “Ornella“, una bella infermiera che “dribbla” in più occasioni la timida e impacciata corte di “Guglielmo” (Verdone), ottima anche la prova di Ilenia Pastorelli “Luna” che, in alcune occasioni, ha ricordato la Gerini ai suoi esordi proprio con Carlo Verdone, forse… la Pastorelli è appena un po’ più “eccessiva“; Lucrezia Lante della Rovere un po’ in ombra per esigenze di copione, ma tutto sommato, anche la sua è stata una buona performance. Lasciando al pubblico il piacere di non rivelare l’intera trama, “Benedetta Follia” sembrava una scommessa del regista e attore Carlo Verdone e in parte lo è stata; in questo lavoro cinematografico c’è qualche accenno al suo stile, soprattutto in scene dove non è supportato da alcun personaggio.

Per un’esigenza di sceneggiatura, in gran parte del film, Guglielmo (Carlo Verdone) è affiancato da Luna (Ilenia Pastorelli), personaggio che gli fa da vera e propria “spalla”con gran talento e personalità scenica, un’ultima sorprendente verità viene alla luce alla fine del film, un lieto fine che, dopo tante sventure, quasi più nessuno ci crede. Carlo Verdone ha fatto veramente un buon lavoro, distante da cinepanettoni e comicità volgari, sembra essersi solo adeguato alle nuove idee di fare cinema senza oltrepassare il limite del ridicolo, ha affrontato in chiave comica il dramma di un cinquantenne anestetizzato dalla quotidianità e improvvisamente solo…non per sua scelta, in pasto a uno scontro generazionale a più livelli che lo catapulta in una realtà tanto virtuale quanto reale.