L’Italia calcistica e calciofila esce dal Santiago Bernabeu di Madrid con le ossa rotte. La Spagna di Lopetegui ha inflitto una sonora batosta alla nazionale azzurra, incapace di provare qualsiasi tipo di reazione. Un 3-0 che non ammette repliche e deve invitare a riflettere.

Sembra semplicistico prendersela con il commissario tecnico Giampiero Ventura. Le Furie Rosse sono sembrate superiori di almeno due spanne e hanno giocato a memoria per 90 minuti, senza quasi far toccare palla a Buffon e compagni. La Spagna ha un centrocampo (e non solo) di primissima categoria, da Isco all’intramontabile Iniesta, da David SilvaBusquets. Il tasso tecnicoEppure, l’ex allenatore del Torino non sembra assolutamente immune da colpe, anzi. Basti pensare che, solo poco più di un’anno fa, Antonio Conte aveva guidato una nazionale forse anche più scarsa tecnicamente ad un successo clamoroso contro gli iberici all’Europeo. Tanti errori evidenti hanno reso l’esperienza italica in terra ispanica un autentico disastro, per una serata tra le più buie della storia del pallone nostrano.

La sconfitta parte da molto lontano. Si può dire che tragga origine dalla scelta di Tavecchio e della FIGC di affidare la panchina azzurra ad un tecnico senza alcuna esperienza internazionale, con tanto di rinnovo fino al 2020. Ma forse sarebbe preferibile non farlo. Allora meglio focalizzarsi su ciò che ha detto e fatto Ventura negli ultimi sette giorni, per non andare troppo a ritroso. Le dichiarazioni del pre-partita sono tipiche di chi ostenta una sicurezza che sfocia nella presunzione“Noi andiamo a Madrid per vincere! Sono eccitato dalla partita contro la Spagna! Il fatto che ci sia solo un risultato a disposizione mi stimola di più! Stiamo portando avanti un discorso importante!”. Proclami su proclami. Il solito vizietto tutto italiano di parlare a suon di slogan, senza alcuna concretezza.

Ventura ha continuato a deliziare platea e addetti ai lavori con le prime ipotesi di formazione. Difesa basata sulla BBC, Montolivo in linea mediana e Verratti trequartista in un improbabile 3-4-1-2 con Insigne in panchina. L’infortunio di Chiellini ha fatto sì che il mister cambiasse idea, propendendo per un altrettanto incomprensibile 4-2-4 con giocatori schierati senza alcun filo logico. Spinazzola che nell’Atalanta è fuori rosa, Insigne e Candreva imprigionati in assurdi compiti difensivi, De RossiVerratti totalmente in balia del già citato centrocampo folto della Spagna, BelottiImmobile spalle alla porta. Aggiungiamo un Buffon e un Barzagli inguardabili e la disfatta si è concretizzata, puntuale come un orologio svizzero.

Ma Ventura non si è accontentato di questo. Le dichiarazioni del dopopartita sono ancora più esaltanti“Noi siamo umani, loro un po’ meno”. Ma come? Non doveva andare a Madrid per vincere? Non doveva schiantarli col tuo gioco di squadra? “Si è vista una netta differenza di condizione fisica”. Peccato che il campionato spagnolo sia iniziato nello stesso fine settimana di quello italiano, ma sono dettagli. E poi va a schierare Spinazzola che non vede il campo in un match ufficiale da diversi mesi. Ok. “Questa sfida doveva essere una verifica sul nostro stato attuale”. Da quando in qua la partita che decide la qualificazione diretta ai mondiali è soltanto una verifica, un allenamento? “Il nostro progetto di cambiare pelle non si fermerà dopo la sconfitta di Madrid”. Quale progetto? Si vede qualcosa di organizzato in una formazione schierata col gioco delle tre palline? “Una partita non può mettere a rischio la nostra autostima”. Quale autostima? Cosa ha vinto su quella panchina il signor Ventura fino ad oggi? Il torneo di briscola?

Ciò che sembra palese, al di là della grande superiorità tecnica e tattica della Spagna, è la totale inadeguatezza di un CT messo su quella panchina chissà per quali motivi ignoti. Un uomo sicuramente competente in materia calcistica, ma totalmente inesperto a certi livelli. E tutta questa sbruffoneria, poi trasformata in arrampicata sugli specchi, è sembrata ulteriormente fuori luogo.