Film dalle idee già viste e riviste, molto ripetitivo e privo di una vera e propria struttura nello script di base. Una ragazza sogna come scampare alla sua morte in diverse soluzioni; praticamente, il film impone allo spettatore lo stesso “girato” per ben quattro, forse anche cinque volte, con stesse dinamiche e stesso copione fino a quando la ragazza si scontra con quest’uomo mascherato, (forse, l’unica cosa inquietante è proprio quella maschera), ma per una serie di circostanze, la ragazza la scampa sempre.

Cast niente male, anche se con molte giovanissime leve, circa 40 minuti di film con gli ultimi 15 riproposti più volte fino al raggiungimento dei 96 minuti effettivi. Il film diretto da Christopher Landon non ha proprio nulla a che vedere con il genere “horror”, è una specie di Psyco film, possiamo tranquillamente affermare che, a tutti gli effetti, sembra un remake di “Final Destination“(2000) con le idee molto simili a “Nightmare“(1984).

Nulla di originale quindi per il film diretto da C. Landon e prodotto dalla Blumhouse Productions, anche se l’inizio promette bene, risulta piuttosto deludente quando tenta di “prendere forma” una, se pur contorta, storia concreta del film… , una sceneggiatura quella di Scott Lobdell che sembra sia stata, solo in un secondo momento, rivista in diversi punti. Auguri per la tua morte risulta un modesto thriller, ma di horror non ha proprio nulla.