La nuova mission del PD è “aggredire il contante nelle case” (Boschi dixit). Cioè, in sostanza, far rientrare nel circuito bancario la liquidità che gli italiani tengono nelle cassette di sicurezza, oppure a casa (e molti di loro non perché siano evasori, come invece ha immediatamente commentato Bersani).

Succede infatti, in questo mondo bislacco, che chi si accorge che, a lasciare i soldi sul proprio conto corrente o a comprare Titoli di Stato, ci rimette, possa decidere di ritirarli dalla propria banca e metterli al riparo, quanto meno, dai taglieggiamenti cui sono quotidianamente sottoposti (sub specie di commissioni, bolli, gabelle, e simili). D’altronde di investirli in strumenti finanziari sempre più complessi e rischiosi, non tutti se la sentono (anche perché, se le cose vanno bene, lo Stato si prende un quarto dei profitti; se vanno male, ti accusa di essere un avido speculatore, e ti toglie tutto).

È insomma il solito dilemma cornuto (absit iniuria verbis): come conciliare la fastidiosa tendenza delle persone a non disfarsi con particolare nonchalance del proprio denaro e le politiche di interesse nullo o negativo (ZIRP, NIRP) portate avanti dalle Banche centrali di mezzo mondo.

La strada è semplice e già tracciata. Ed è anche una strada antica, molto battuta. Semplicemente, si agisce sul sistema giuridico. Oggi, magari, con la carota di un condono ad uso dei gonzi (a rendere il tutto più presentabile, saranno schierate le prefiche della legalità a corrente alternata, dalla Camusso a Travaglio), domani con il bastone dell’abolizione del contante. Eh già, perché eliminando la cartamoneta, ogni possibile difesa contro le prepotenze bancarie (che, si sa, agiscono in concorrenza perfetta e non fanno cartello) viene per definizione meno. “O compri un PIR, o ti succhiamo lentamente tutta la liquidità”: sarà brutale, ma è realistico.

E, come al solito, grazie allo strapotere massmediatico dell’élite finanziaria dominante, a volere fortemente l’applicazione di una tale distopia, saranno coloro che più hanno da perdere. Quando vi diranno che, in un modo cashless, non potranno più evadere né l’idraulico né il barista (invece lo potrà comodamente continuare a fare la multinazionale del web, ma sono dettagli), oppure – se vivete in un Paese anglosassone – che in questo modo si seccheranno i flussi di denaro ai terroristi (salvo che non provengano dalle ricche finanziarie del Golfo), pensateci.

Forse ne andrà addirittura della democrazia. Sicuramente, dei vostri soldi.