Il rinvio della proposta della sinistra sull’articolo 18 è la pietra tombale sul dialogo con il Pd? “Sì – risponde Pierluigi Bersani ai giornalisti – del resto anche l’incontro ha certificato questa cosa”.

Pronta la replica di Piero Fassino: “Direi che di pietre tombali Bersani ne mette una al giorno: se avesse avuto un atteggiamento più aperto e disponibile avremmo potuto discutere”. “Noi guardiamo avanti e non ci interessa la polemica sterile – spiega Fassino – ognuno farà la propria strada e se riusciremo a ottenere la fiducia e il consenso degli elettori dopo le elezioni vedremo di riallacciare, se sarà possibile, i fili di una collaborazione”.

Ci saranno due centro-sinistra alle prossime elezioni. Matteo Renzi da un lato, con il Pd al centro di una coalizione dai confini ancora da definire. Pier Luigi Bersani dall’altro, con la lista unitaria della sinistra che potrebbe essere guidata da Pietro Grasso. La rottura ufficiale è sancita in un estremo tentativo di incontro chiesto dal Pd con Mdp, SI e Possibile, per cercare un terreno comune per l’unità. Ma alla fine il verdetto della ex Dem Maria Cecilia Guerra è lapidario: “Non diamo la disponibilità a una trattativa perché le differenze sono di fondo”. Fine dei giochi, ognuno per la sua strada. Per rivedersi, ribadisce Bersani, in Parlamento dopo il voto. Dopo una campagna elettorale che promette toni più che accesi, se si considerano le avvisaglie alla Camera: la proposta di Mdp per il ritorno all’articolo 18 viene rinviata in commissione, con soli 26 voti di scarto, tra accuse reciproche.

“Il 3 dicembre lanceremo la nostra lista unitaria per l’alternativa: ci sarà Grasso, il nostro candidato”. Lo dice Giulio Marcon, capogruppo di Sì-Possibile, al termine dell’incontro col Pd. “Grasso sarà il nostro leader”.
Poi Marcon si corregge: “Sul ruolo di Grasso il mio era solo un auspicio. Non voglio tirare per la giacchetta il presidente del Senato che farà le scelte che riterrà più opportune quando lo deciderà. È evidente che per il prestigio istituzionale e il ruolo che ricopre sarebbe un ottimo leader per la nuova sinistra che stiamo costruendo”.

Speranza, non tiriamo per giacca Grasso e Bindi – “Stima” per il presidente del Senato Pietro Grasso e per la presidente dell’Antimafia Rosi Bindi, che però Mdp non intende “tirare per la giacca” in questo momento visto che ricoprono carche istituzionali. Lo ha detto Roberto Speranza a Corriere Tv live che comunque a detto di “sperare presto in una nuova guida” per Mdp. “Di Grasso non posso che dire tutto il bene possibile, è anche una figura esemplare ma è la seconda carica dello Stato e non lo tiro per la giacca. Ha avuto il coraggio di scelte nette come quelle che chiedono il nostro popolo”. “Anche di Rosi – ha aggiunto replicando ad una domanda su Bindi – dico tutto il bene possibile; è stata nostra festa di Napoli dove ha ricevuto forti manifestazioni di affetto. Per lei vale quello che diciamo per altre cariche. Rosi è una personalità bella, che stimo e a cui sono anche affezionato”.

Portavoce Grasso, Presidente non ha sciolto riserva – “Come già ripetuto in altre occasioni il presidente Piero Grasso non ha sciolto alcuna riserva in merito al suo futuro. Notizie e dichiarazioni in un senso o nell’altro vanno lette come auspici dei singoli e non interpretano il suo pensiero né le sue decisioni. Quando queste saranno prese sarà lui stesso a comunicarlo”. Lo ha detto il portavoce del Presidente del Senato Piero Grasso, Alessio Pasquini, rispondendo ai giornalisti a proposito delle dichiarazioni di Giulio Marcon, capogruppo Sinistra Italiana – Possibile a Montecitorio.