Si è scoperchiato il vaso di Pandora, il velo dell’omertà è caduto e lo scandalo di proporzioni enormi ora è sotto gli occhi di tutti. Si parla di abusi sessuali sui minorenni, che è già di per sé un a faccenda indegna ma in questo caso lo è ancora di più perché questi ragazzini erano i chierichetti del Papa e gli abusi sessuali avvenivano tra le mura del Vaticano, più precisamente nel preseminario San Pio X.

A fare scoppiare questo scandalo è stata un’inchiesta fatta dal giornalista Gaetano Pecoraro, del programma “le iene” che ha raccolto per primo la denuncia di Kamil Tadeusz Jarzembowski, un ragazzo che oggi ha 21 anni, il quale ha visto subire per anni abusi sessuali ai danni del suo compagno di stanza da parte di un altro seminarista che il 15 giugno di quest’anno è stato proclamato sacerdote da Papa Francesco.

Kamil è stato intervistato anche da Gianluigi Nuzzi durante il programma “Quarto Grado” e il racconto del ragazzo è stato ampiamente documentato nel libro del giornalista che è appena uscito “Peccato Originale”.

Kamil ci ha messo la faccia e ha denunciato così gli abusi subiti dal compagno di stanza a cui è stato dato un nome di fantasia, Marco… Dopo anni e centinaia di molestie e stupri, Kamil si era confidato con il suo padre spirituale, ma sia il ragazzo che il sacerdote in questione, che aveva iniziato ad indagare su questa squallida faccenda, sono  stati allontanati dal preseminario.

“Sono stato testimone oculare di molestie sessuali in Vaticano – afferma Kamil – Io ero arrivato a Roma dalla Polonia per diventare chierichetto al servizio del Papa. Avevo 13 anni. Vivevamo una vita di comunità. Quello che ho visto personalmente erano molestie sessuali compiute di notte nel preseminario ai danni di ragazzini, dentro le mura del Vaticano”

“Ho visto con i miei occhi il mio compagno di stanza, Marco, venire abusato da un altro seminarista più grande di noi, che, al tempo stava per prendere i voti definitivi. Si metteva nel suo letto e cominciavano il rapporto. Il seminarista aveva una posizione di potere e godeva della massima fiducia del rettore. Quando si trovava nel letto con Marco decideva lui cosa fare. Di questa pratica se ne era accorto anche uno dei sacerdoti. Ha visto più volte il seminarista passeggiare per il corridoio dei dormitori di notte e uscire dalla mia stanza e anche da quella di altri ragazzini, altre vittime. Ad un certo punto non ce l’ho fatta più e mi sono confidato al padre spirituale del Vaticano quando Marco aveva già abbandonato il preseminario. Sapevo che il padre spirituale era obbligato al silenzio. Lui iniziò le sue indagini contattando direttamente Marco. Così gli chiese il permesso di denunciare il fatto ai superiori”.

Ma non venne preso alcun provvedimento. Anzi, il padre spirituale di Kamil venne trasferito in un paese di montagna a 600 km da Roma e gestito dagli stessi sacerdoti che gestiscono anche il preseminario. Raggiunto dal giornalista Pecoraro, il sacerdote indicato da Kamil ha negato la testimonianza ” Non posso parlare, aiutateli voi quei ragazzini” ha affermato il sacerdote con amarezza.

Ma fu preso anche un ulteriore provvedimento. Kamil, l’ultimo giorno di scuola, mentre si apprestava a fare le valigie per partire per le vacanze estive, fu raggiunto da Monsignor Radice, il responsabile del preseminario, il quale invitò caldamente Kamil a non tornare mai più. Il ragazzo così vede distruggersi tutti i suoi sogni di diventare un giorno sacerdote e per di più non ha un posto dove andare. “La vita mi è crollata addosso perché io a Roma ero solo, i miei genitori vivono in Polonia e mi sono visto costretto ad affrontare questa situazione da solo a soli 18 anni”.

Ma ora tutta questa squallida vicenda è venuta alla luce e siamo sicuri che il Papa, il quale ha sempre dichiarato tolleranza zero davanti agli abusi sessuali perpetrati a danni dei bambini e di chi non può difendersi, inizierà a mettere in moto la macchina necessaria a punire i colpevoli e a fare pulizia nelle stanze più o meno segrete del Vaticano.

Ma una cosa è certa. l’infanzia pura di Kamil, di Marco e forse di altre vittime non ritornerà mai più!