Il governo Merkel IV è in seria difficoltà ancora prima di nascere. La Germania infatti sta vivendo da quasi due mesi uno stallo politico per cui non è ancora stato formato un nuovo governo. Le elezioni dello scorso 24 settembre, pur decretando vincitore il partito di Merkel e conferendogli quindi il quarto mandato da cancelliera, hanno prodotto un quadro politico incerto e frammentato.

La formazione di un nuovo governo non sarebbe stata cosa facile e la “cancelliera di ferro” lo capì nel momento in cui, il giorno seguente le elezioni, il suo avversario politico e leader della Spd Martin Schulz decretò la fine della Grosse Koalition che, unendo la Spd all’alleanza Cdu-Csu, fu il pilastro del terzo governo Merkel (2013-17). Schulz, dopo aver abbandonato la carica di presidente del Parlamento Europeo, si è lanciato in corsa come candidato socialdemocratico alla cancelleria. Una corsa, quella dell’ex presidente dell’europarlamento, che in moltissimi davano già persa in partenza siccome molti sondaggi davano per vincente il partito della Merkel (Cdu) con un largo distacco, e così è stato. La partecipazione alla Grosse Koalition ha fortemente indebolito i socialdemocratici che hanno subito una grave emorragia di voti e ottenuto il peggior risultato della loro storia, confermando la crisi che sta colpendo i partiti europei di centro-sinistra (vedi anche il risultato del partito socialista francese alle presidenziali della scorsa primavera).

Un altro grattacapo per Merkel fu rappresentato dall’entrata in parlamento di un nuovo schieramento politico di stampo chiaramente populista. Alternative für Deutschland, conquistando il 12 % delle preferenze equivalente a 94 seggi, è entrato per la prima volta nel parlamento tedesco confermandosi il terzo partito. Afd, partito della destra populista, rifiuta la politica d’accoglienza decisa da Merkel nel 2015 ed è uno schieramento anti-immigrazione con tendenze nazionaliste. Alla luce del risultato delle elezioni e considerando il rifiuto di una Grosse Koalition 2.0 pronunciato da Schulz, la Merkel si è ritrovata con un’unica opzione: la coalizione Giamaica tra Cdu-Csu, liberali e verdi.

Sono passati quasi due mesi dalle elezioni e la Germania non ha ancora un governo. La coalizione Giamaica sarebbe stata di non facile applicazione per via delle differenze ideologiche che caratterizzano soprattutto liberali e verdi e anche questo Merkel lo sapeva da subito, ma tale coalizione era l’unica opzione possibile siccome in Germania non c’è mai stato un governo di minoranza, eventualità che peraltro getterebbe il paese in una lunga instabilità politica. In questi due mesi i quattro partiti hanno tentato numerose trattative col fine di conciliare tutte le parti e creare così un governo. Il nodo principale delle trattative è l’immigrazione, in particolare la questione dei ricongiungimenti familiari degli immigrati siriani che hanno ottenuto l’asilo nel 2015. Il governo della Grosse Koalition li sospese per due anni fino a marzo 2018. I verdi chiedono però che i ricongiungimenti avvengano immediatamente,  la Csu vorrebbe mettere un tetto ai nuovi arrivi di famiglie mentre i liberali vogliono riformare la legge sull’immigrazione. I quattro partiti sono in disaccordo anche su altre materie ma la questione migratoria è quella che ha fatto registrare le divergenze maggiori.

Domenica si è tenuta l’ennesima tornata di trattative. Iniziate alle 11, le negoziazioni sono proseguite fino alle 18 ma siccome un accordo non è stato raggiunto, tutti i partiti hanno deciso di proseguire fino a notte inoltrata. A un certo punto i verdi sembravano intenzionati a lasciare le trattative ma alla fine, vuoi per non essere visti come i responsabili del fallimento vuoi per il tentativo conciliatorio della Cdu-Csu, ciò non è avvenuto. Nonostante questo le trattative di domenica non hanno prodotto alcun accordo e i negoziati sembrano avvicinarsi, giorno dopo giorno, a un punto di non ritorno. La possibilità che le trattative falliscano ora è concreta. In tal caso potrebbe accadere solo una cosa: nuove elezioni. Il presidente della repubblica Frank-Walter Steinmeier ha lanciato il suo appello affinché i partiti trovino un accordo che scongiuri nuove elezioni. Tornando alle urne gli schieramenti della coalizione Giamaica si presenterebbero deboli in quanto incapaci di formare un nuovo governo. La conseguenza è ovviamente quella di perdere voti in favore degli altri partiti, in particolare l’Afd. Nonostante ciò Merkel ha profeticamente detto che è “meglio il voto, piuttosto che un governo di minoranza”. Se le trattative falliranno definitivamente il popolo tedesco tornerà alle urne e allora la coalizione Giamaica dovrà assumersi la responsabilità di fronte all’elettorato per non essere riuscita a formare un governo. D’un tratto la Germania ha scoperto di essere molto più instabile di quanto lei stessa pensava di essere.